I Dish-Is-Nein sono la nuova creatura artistica di Cristiano Santini e Dario Parisini, membri fondatori del gruppo d’avanguardia post-punk e pre-industrial Disciplinatha.

Nella band, oltre al cantante ed al chitarrista, spicca il ritorno della bassista Roberta Vicinelli, mentre alla batteria si distingue il talentuoso Marco Bolognini.

Il percorso di mutazione che ha attraversato tutta la carriera dei Disciplinatha si veste di una nuova immagine, un nuovo inizio che non rinnega il passato, né i contenuti, né l’iconografia, né i protagonisti; eppure ne vuole prendere le distanze, fin dal nome.

Nel disco d’esordio omonimo (Contempo Records – 2018) elettronica, industrial e cyberpunk si miscelano con bellicosa eleganza a bass lines elettroniche, marce doom, cori alpini ed altri ingredienti difficili da scovare nel pacificato ricettario musicale degli anni 2000.

L’album vede la collaborazione del Coro alpino di Monte Calisio, già presente con Disciplinatha per il live ‘’Questa è un’esercitazione” evento reunion estemporanea, in occasione della presentazione del box antologico + dvd documentario “Tesori della patria” nel novembre del 2012. Nel nuovo album regalano l’inimitabile patrimonio emotivo, culturale e corale della tradizione alpina Italiana in due sorprendenti brani: “La chiave della libertà” e “L’ultima notte”. Justin Bennet, batterista di Skinny Puppy, è il motore ritmico dell’album, mentre Valeria Cevolani, indimenticata voce femminile dei Disciplinatha, affila taglienti melodie su “Eva”.
I testi sono frutto di una collaborazione con Renato Mercy Carpaneto, voce e guida degli inimitabili Ianva.
Produzione artistica, registrazioni e mixaggi sono stati curati dallo stesso Cristiano Santini presso il Morphing Studio di Bologna.
Il mastering dell’album è stato curato da Giovanni Versari presso La Maestà Studio di Tredozio.

Santini e i suoi esperti alchimisti producono 26 minuti di rabbia, amore, santità, poesia, parole sepolte, anime deportate, energia creativa. Un disco fiero, glaciale, voluttuosamente ardito, austero, salace: una feroce lezione di stile in un’epoca di feroce sciatteria.

Sei canzoni dal mood e dallo stile differente, sei diverse facce di un cubo magico che stupiscono per la loro complementarietà nella diversità.

Dish-Is-Nein è dramma verdiano del terzo millennio, poema lirico e furore punk, metallo epico e spleen notturno.

Sono passati oltre trent’anni dall’alba dei Disciplinatha; Dish-Is-Nein rappresenta la perfetta evoluzione di un gruppo che se da una parte ha fieramente puntato sul non ripetersi, al tempo stesso non ha rinunciato alla formidabile capacità di rappresentazione del presente e alla contaminazione sonora. “Dish-Is-Nein” è un fulgido esempio di giovinezza artistica e maturità umana; l’ennesima riprova di quanto sia ancora forte il bisogno di un approccio all’arte determinato a scavalcare lidi sicuri o comfort zone.